Il tetto del mondo, spiritualità e natura — odorama (IT, FR, EN)
Di Cinzia Scarpini Schmidt — TIBET: parola magica ed evocatrice che definisce oggi il più elevato altopiano del mondo a 5.000 metri sul livello del mare e da esso sorto 40 milioni di anni fa assieme alla catena dell'Himalaya.
Il documentario di Eugenio Andrighetto è una poesia per immagini che richiama grandi immensità, silenzi e spazi infiniti sul Tetto del Mondo. Un viaggio che racconta di strade sconnesse e piste polverose che portano al cielo, di genti, di luoghi, di templi, tra fiori di pietra e città di fango.
I bimbi con gli occhi vispi e l'eterno moccolo al naso. I pellegrini, mossi da una fede potente, che si prostrano per terra tra i sassi. I monaci buddisti a metà tra sherpa e missionari. Il vento sopra di tutto, che porta al cielo le preghiere scritte su mille bandierine colorate.
La Kora attorno al sacro Monte Kailash, l'Ombelico del Mondo. Il passo Drolma-la: "passare il Drolma-la è rinascere a nuova vita". Il lago Manasarovar, il Grande Lago della Mente. Zaparan, la Città di Fango nel vecchio Regno di Guge. Il monastero del Tarboche durante la festa annuale del Saga Dawa.
Il 15 o 16 dicembre 2004 fu organizzata l'anteprima riservata ai giornalisti, quando la parte storica di Dolceacqua fu trasformata in "un Piccolo Tibet".
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